Design for All: quando il futuro era già iniziato

La sezione Vintage di CasaBenessere

La sezione Vintage di CasaBenessere nasce per ricordare, raccontare e valorizzare tutti quei professionisti, progettisti, artigiani e visionari che, spesso in tempi non ancora pronti ad accoglierli, hanno anticipato temi, linguaggi e filosofie che oggi consideriamo fondamentali.

È un viaggio nella memoria, ma soprattutto un atto di riconoscimento verso chi ha saputo guardare oltre il presente.

In questi anni abbiamo raccontato:
• il compensato curvato, simbolo di sperimentazione tecnica e libertà formale
• gli artigiani creatori che contribuirono alla nascita del primo Fuorisalone
• i progetti delle Case di Ecoforum, che già parlavano di abitare sostenibile sperimentati in fiera a Monza, con allestimenti realizzati attraverso materiali, prodotti e filosofie innovative e responsabili.

Oggi è il momento di riportare alla luce un altro capitolo fondamentale: il Design for All.

Che cos’è il Design for All
Il Design for All è un approccio progettuale che nasce con un’idea tanto semplice quanto rivoluzionaria: progettare prodotti, spazi e servizi utilizzabili dal maggior numero possibile di persone, senza distinzioni, adattamenti successivi o soluzioni speciali.

Non si tratta di progettare “per qualcuno”, ma per tutti, considerando fin dall’inizio:
• abilità diverse
• età di‑erenti
• condizioni temporanee o permanenti
• esigenze fisiche, sensoriali e cognitive
• Il Design for All non è una moda né una norma tecnica: è una cultura del progetto, che mette al centro la persona e la qualità dell’abitare.

Un’esperienza pionieristica tutta italiana
Alla fine degli anni ’80, per volontà di Giulia Berruti, editore di CasaBenessere, nasce l’Associazione Donatella Gazzola, dedicata al ricordo di una sua collaboratrice “molto speciale”, capace di lasciare un segno profondo umano e professionale. In quegli anni Giulia entra in contatto con alcuni esponenti della nascente cultura del Design for All in Italia.

Da questo incontro prende forma un progetto innovativo e coraggioso: Creatività nel progetto. Il funzionamento era semplice e potentissimo:
• architetti e designer si confrontavano direttamente con centri per persone con disabilità, • ricevevano indicazioni concrete su bisogni reali e utenza ampliata,
• gli artigiani di Lissone realizzavano i prototipi,  
• i prodotti venivano infine presentati in mostre dedicate, aperte al pubblico e al dibattito culturale.
Un modello di collaborazione che univa progetto, inclusione, artigianato e visione sociale, quando questi temi erano ancora lontani dal dibattito mainstream.

Perché parlarne oggi
I prodotti nati da quell’esperienza sono attualissimi ancora oggi. Non solo per il loro valore progettuale, ma perché raccontano un modo di pensare il design responsabile, etico e umano.

In questa pagina Vintage proponiamo alcuni di questi splendidi oggetti, protagonisti di una rassegna completa realizzata recentemente, come testimonianza concreta di un percorso che merita di essere ricordato, studiato e tramandato. Perché il futuro dell’abitare, molto spesso, era già stato immaginato.

DESIGN FOR ALL
Origini e principi di un progetto senza tempo Il Design for All, conosciuto anche come Universal Design, nasce come approccio progettuale strutturato tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 negli Stati Uniti. Il concetto viene formalizzato dall’architetto Ronald L. Mace, che introduce una visione innovativa: progettare prodotti, spazi e servizi utilizzabili dal maggior numero possibile di persone, senza adattamenti successivi e senza soluzioni dedicate.

Presso la North Carolina State University nasce il Center for Universal Design, dove nel 1997 vengono definiti i sette principi del Design for All, ancora oggi riferimento internazionale. In Europa il tema si di‑onde negli anni ’90, legandosi fortemente a qualità dell’abitare, inclusione sociale e responsabilità culturale del progetto.

LE 7 REGOLE DEL DESIGN FOR ALL
1. Uso equo: Utilizzabile da persone con abilità diverse, senza separazioni.
2. Flessibilità d’uso: Adattabile a preferenze e modalità di‑erenti.
3. Uso semplice e intuitivo: Facile da comprendere, anche senza istruzioni.
4. Informazione percettibile: Chiara e accessibile attraverso più canali sensoriali.
5. Tolleranza all’errore: Riduce rischi e conseguenze di azioni involontarie. 6. Sforzo fisico contenuto: Richiede il minimo impegno fisico.
7. Spazio e dimensioni adeguate: Consente accesso, movimento e utilizzo agevole.

Principi nati oltre trent’anni fa, ancora oggi alla base di un design inclusivo, etico e di valore.