Il mare in tavola: come scegliere il vino giusto per una cena di pesce

A CURA DI MATTEO MARCO GALIANO

Ci sono cene che nascono già con un’atmosfera speciale. Quelle a base di pesce, per esempio, hanno sempre qualcosa di elegante e rilassato allo stesso tempo. Il profumo del mare, i colori delicati dei piatti, la leggerezza delle portate; tutto invita a stappare una bottiglia capace di esaltare quei sapori senza coprirli. Eppure, quando arriva il momento di scegliere il vino, ecco che i dubbi si moltiplicano: Meglio un bianco o un rosato? Se servo il tonno posso azzardare un rosso? Dipende. Come sempre. Avere a casa qualche bottiglia giusta per queste occasioni è il modo migliore per evitare l’ansia dell’ultimo minuto e trasformare una semplice cena in un viaggio sensoriale lungo le coste italiane.

Per una cena a base di pesce, il punto di partenza è capire quanto è intenso il sapore dei piatti.

Un antipasto con crudi o carpacci richiede freschezza e delicatezza: il vino deve accarezzare, non invadere. Qui entrano in gioco vini come un Verdicchio dei Castelli di Jesi, un Fiano di Avellino, o un Vermentino di Gallura, con le loro note agrumate e minerali. Perfetti anche gli spumanti metodo classico: un Franciacorta Satèn o un Trento DOC brut sono scelte eleganti che aprono alla serata con finezza.

Arriviamo ai secondi: con un pesce al forno o alla griglia, dal branzino all’orata fino al pesce spada, possiamo scegliere qualcosa di più sapido e persistente.

Un Greco di Tufo, un Etna Bianco o un Pigato ligure accompagnano magnificamente la parte aromatica e la componente salina del piatto. E se in tavola arriva il tonno o il salmone? In quel caso si può anche osare con un rosato: un Cerasuolo d’Abruzzo, un Bardolino Chiaretto o un rosato di Negroamaro salentino hanno la giusta energia per accompagnare piatti più decisi. E sì, anche un rosso leggerissimo, come un Pinot Nero dell’Alto Adige o un Grignolino piemontese, può sorprenderet: servitelo fresco, e vedrete come il mare sa dialogare anche con un tocco di tannino. Quando si parla di vino e pesce, non esistono regole rigide, ma solo armonie da creare. Io consiglio sempre di tenere in casa almeno tre tipologie: un bianco leggero e agrumato, uno più strutturato e minerale, e un rosato elegante. Con queste tre bottiglie si è pronti per quasi tutto, dai crudi al pesce alla brace.

In fondo, il bello del vino è proprio questo: scoprire che ogni bicchiere racconta un paesaggio. E in una cena a base di pesce, quel paesaggio ha sempre il profumo del mare e la promessa di un brindisi che sa di vacanza.