Capita a tutti: hai organizzato una cena con gli amici, la tavola è apparecchiata, la ricetta è pronta, la casa profuma di buono. Poi, la domanda fatidica: Che vino stappiamo? È in quel momento che inizi a pensare a quante volte avresti voluto avere un sommelier a portata di telefono o almeno, un piccolo assortimento di bottiglie in casa, pronte per ogni occasione. Perché, ammettiamolo, trovare il vino giusto, all’ultimo minuto, è spesso un’impresa. Se non si ha una cantinetta o una piccola scorta, tocca uscire di corsa o affidarsi al primo e-commerce sperando consegni il vino in tempo. Eppure, bastano poche bottiglie ben scelte per risolvere la maggior parte delle situazioni quotidiane; dall’aperitivo improvvisato alla cena speciale, passando per la visita inaspettata del vicino gourmet.
Partiamo dall’inizio o, meglio, dall’aperitivo.
Quel momento leggero che ormai si è evoluto nell’apericena, quando quattro stuzzichini si trasformano in un pasto completo e la serata prende un ritmo tutto suo. Qui la parola d’ordine è versatilità. Io consiglio sempre di tenere in casa uno spumante extra dry, meglio se Prosecco, con la sua fragranza fruttata e la leggera dolcezza che mette d’accordo tutti.
Perfetto con patatine, olive, crostini e bruschetta, purché non troppo carnose. Ma se volete variare, guardate oltre il Veneto: ci sono bollicine interessanti in tutta Italia. Penso a una Passerina spumantizzata dalle Marche, un Verdicchio metodo Charmat dall’Umbria, un Grillo brut dalla Sicilia o persino un Lambrusco di Sorbara rosé dall’Emilia, fresco e divertente. L’importante è che sia un vino profumato, leggero e fresco, con una buona acidità ma senza eccessi. Se preferite un bianco fermo, puntate su un Chardonnay giovane, non passato in legno, oppure su un Vermentino ligure o sardo, un Falanghina campana o un Lugana delGarda. Ottimi jolly per piatti semplici e aperitivi più strutturati.
E poi c’è lui, il grande rientrante: il rosato. Riscopritelo se non lo avete già fatto: un Chiaretto del Garda, un Cerasuolo d’Abruzzo o un rosato di Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese sanno essere eleganti, piacevoli e perfetti per accompagnare crostini con salumi leggeri o piatti freddi. Infine, se non volete rinunciare al rosso, sceglietelo giovane e fresco: una Barbera d’Asti, un Dolcetto d’Alba, un Montepulciano d’Abruzzo giovane o un Cannonau di Sardegna nelle versioni più agili. Sono vini che si servono anche leggermente freschi (14-16 gradi), e che si adattano a mille situazioni conviviali.
Il mio consiglio pratico?
Tenete due bottiglie per tipo: una per voi, una di scorta. Con gli amici, si sa, una chiacchiera tira l’altra e la bottiglia finisce senza neanche accorgersene. Avere una piccola selezione personale non significa essere collezionisti: è un modo semplice per vivere meglio i momenti condivisi. Il vino giusto, alla temperatura giusta, cambia il tono di una serata. Non serve una cantina interrata o un budget da enologo: bastano poche scelte ragionate, un po’ di curiosità e la voglia di sperimentare. In fondo, ogni bottiglia è un piccolo
viaggio: apre la mente, racconta un territorio e ci ricorda che le occasioni, come i brindisi, vanno sempre colte al volo.
Matteo Marco Galiano

