dI Benedetta CallIerI – Agente Immobiliare
Il mercato immobiliare sta cambiando profondamente negli ultimi anni, soprattutto in Europa, con l’approvazione e il recepimento Stato per Stato della Direttiva UE 2024/1275 sulla prestazione energetica degli edi ci (EPDB – Energy Performance of Building Directive). Stiamo attraversando una vera e propria transizione verso la sostenibilità e gli obiettivi 2030-2033 di riduzione dei consumi energetici e delle emissioni legate agli immobili
Vendere una casa “green” non è dunque la moda del momento, non è necessariamente una scelta etica o “ambientale” e non si limita solo a proporre un immobile con una buona classe energetica. Rientra in un piano strategico europeo per ridurre la dipendenza energetica del nostro continente dall’importazione di energia, che lo rende vulnerabile rispetto agli altri players internazionali. È ormai appurato che anche il nostro parco immobiliare consuma
troppo e spesso male. Per questo motivo l’Unione Europea vuole spingere gli Stati membri a migliorare il proprio patrimonio edilizio, soprattutto quello vecchio, costruito in anni in cui l’energia costava meno e l’e cienza non era una priorità
Cosa cambia davvero per le nostre case e perché non è una catastrofe?
La Direttiva Europea non è stata concepita contro i proprietari degli immobili, non obbliga nessuno a imponenti lavori di riquali ca di interi edi ci e di abitazioni e non signi ca che immobili che non corrisponderanno a certi standard non potranno più essere venduti o a ttati. Si ipotizza che il vero e etto che avrà sarà soprattutto dal punto di vista commerciale. Vendere una casa “green” è infatti già un vantaggio competitivo e con il tempo diventerà più evidente, perché rappresenta ciò che di meglio ha da o rire il mercato immobiliare in termini di innovazioni tecnologiche nel campo della bioedilizia e della bioarchitettura, del risparmio energetico e comfort abitativo. Non perché lo dice l’Europa, ma perché rientra nella legge del mercato
Per un’agenzia immobiliare questo signi ca adottare un approccio commerciale nuovo, più tecnico e decisamente più strategico. Gli acquirenti sono sempre più sensibili al tema delle bollette, dell’autonomia energetica e delle future normative europee sugli edi ci energivori. Un’abitazione in classe A o B non è solo più sostenibile: è un investimento lungimirante. L’e cienza energetica è diventata oggi un importante driver di acquisto e incide in modo rilevante sul prezzo. Gli immobili ad alta e cienza energetica difendono il proprio valore e spesso sono oggetto di vere e proprie competizioni tra potenziali acquirenti.
Commercialmente questo signi ca poter sostenere con maggiore forza il prezzo richiesto, argomentando con dati oggettivi: risparmio annuo stimato, qualità dei materiali, impianti di ultima generazione, eventuali certi cazioni ambientali. Tutti requisiti per acquirenti attenti alle performance e alle comparazioni. Chi cerca un immobile green è spesso informato, attento, abituato a confrontare dati e standard di e cienza. Gli annunci immobiliari di immobili green devono o rire uno storytelling orientato alla qualità della vita e alla protezione dell’investimento, oltre all’indicazione della classe energetica, del tipo di impianti di riscaldamento e di areazione di ultima generazione, di in ssi ad alta tenuta e performanti e di tutte le speci che che li de niscono come tali.
Le Direttive Europee hanno un e etto indiretto molto potente: gli immobili non e cienti rischiano una svalutazione progressiva. Una tendenza che si inizia a notare tra gli operatori del settore è la di erenza di valutazione comparativa tra un immobile green e uno non green. In molte città si sta creando una vera e propria forbice tra case e cienti e case energivore. Non tenerne conto signi ca sovrastimare immobili obsoleti o sottovalutare nuove costruzioni ad alte prestazioni.
Non tutte le case devono essere classe “A”, ma tutte le case devono essere valutate per quello che valgono rispetto al mercato corrente.
Cosa può fare un proprietario di una casa con una classe energetica molto bassa per a rontare questa fase di transizione e non rimanere turbato dai suoi e etti?
Prima cosa: conoscere la classe energetica del proprio immobile e capire se si possono fare degli interventi sensati per migliorarla. In caso di vendita, valutare se conviene a rontare i costi per un eventuale miglioramento oppure metterla in vendita tenendo conto dei lavori che il futuro acquirente dovrà a rontare per renderla più e ciente. La Direttiva Europea non è quindi una condanna per il mercato immobiliare, ma rappresenta una trasformazione lenta e profonda.
Chi la ignora rischia di subirla e chi la capisce può avvantaggiarsene. Il mercato immobiliare si evolve e con esso anche il ruolo dell’agente: non è più solo intermediario, ma consulente strategico capace di tradurre e cienza energetica in valore economico. In un mercato sempre più competitivo, l’immobile sostenibile non è una nicchia: è una direzione chiara. Chi saprà comunicarne correttamente il valore avrà un vantaggio commerciale concreto e duraturo.

