SPECIALE OTTORINO PICCINATO

REPORT DEL WORKSHOP VISIONARIO DEL 10 APRILE 2025

In occasione del Fuorisalone 2025 durante la Design Week del Salone del Mobile di Milano si è svolto un workshop di creatività dal titolo

Il Design protagonista della vita in condominio: una giornata dedicata alla ricerca di nuove idee e nuovi stimoli per il vivere comune dei prossimi anni

Il workshop ha avuto luogo presso il Ramada Hotel, situato in una zona strategica di Milano a cui si può accedere sia dalle autostrade che soprattutto con la metropolitana e altri mezzi di superficie

Questo evento è stato organizzato da Giulia Berruti dell’Associazione Condominio 4.0 ed è stato condotto da Ottorino Piccinato, fondatore della scuola “Chi vuol esser Visionario?”

Non è un caso che il design fosse protagonista, sia perché la cornice magica dell’evento era la settimana dedicata al mobile e soprattutto al design e sia perché Piccinato ha una lunga storia legata al mondo del design sia in veste di titolare di diversi studi e come docente e direttore di varie scuole in questo ambito

Il titolo del workshop è stato:

 “Chi vuol esser Visionario? Alla ricerca di nuove idee e nuovi stimoli per il living nel condominio”

Questo workshop ha il duplice obiettivo di trasmettere un Metodo Creativo ed Esclusivo, utile non soltanto durante il suo svolgimento ma anche come metodo nella vita professionale dei partecipanti; il secondo obiettivo consiste nell’individuazione di soluzioni creative attorno a otto Aree di Intervento che costituiscono importanti punti di riferimento nella vita delcondominioPer design non si intende soltanto una proposta di innovazione di carattere estetico, ma anzi si concepisce il design come mezzo per raggiungere l’individuazione di nuove idee di natura progettuale e funzionale.

Le Aree di Intervento sono:
1) La ex Guardiola e Alloggio del custode:

è una zona del condominio che nella maggior parte dei casi è di libero utilizzo perché molto spesso la presenza del custode è troppo onerosa e si preferisce conferire l’incarico ad agenzie esterne: di conseguenza questi locali sono inutilizzati e disponibili per essere sfruttati con nuove idee creative
2) Gli Androni Condominiali:
a queste aree spesso è assegnato soltanto il passaggio per accedere alle parti interne dell’edificio, mentre invece possono nascere nuovi utilizzi attraverso un pensiero creativo di largo respiro
3) Le Parti Comuni:
interveniamo con un pensiero progettuale di nuova concezione per trovare soluzioni affinché queste aree non siano momenti passivi nella vita del condominio ma possano invece essere uno stimolo per la creazione di attività che le sfruttino al meglio e che finora non sono state mai pensate
4) La Convivenza tra i residenti:
è un’area di possibile intervento per pensare a migliorare i rapporti tra le persone e coinvolgerle in attività comuni, anche con la partecipazione di privati e aziende provenienti dall’esterno, con la possibilità quindi di mirare a possibili introiti utili a soddisfare parte del bilancio del condominio.
5) L’Ascensore:
si tratta di un’area di piccole dimensioni che viene utilizzata per pochissimo tempo ma che può essere e trasformarsi in un punto di riferimento interessante sia a livello di coinvolgimento delle persone sia come momento di business a favore del condominio stesso.
6) La sicurezza:
qualcuno afferma che non siamo più sicuri neanche in casa nostra, ed è vero perché assistiamo alla proliferazione di frutti negli appartamenti e alla messa in pericolo dei residenti; cerchiamo soluzioni intelligenti e propositive per fermare questa tendenza e offrire maggiore sicurezza a chi vive in condominio.
7) L’Energia:
pensando all’utilizzo del gas e alla fornitura di energia elettrica, compresa quella proveniente da eventuali fonti alterative, come gli ormai noti impianti a pannelli fotovoltaici, è possibile individuare nuove soluzioni a basso costo attraverso la creazione di progetti creativi e innovativi.
8) I Nostri Figli:
facciamo un esame di coscienza e riflettiamo su quanto il condominio sia pensato a misura di bambino; ci accorgeremo che sono pochissime le idee stimolanti che possono coinvolgere i nostri figli in modo attivo, e questo è il momento in cui si possono trovare soluzioni alternative


A differenza di quanto avviene in una conferenza o in un dibattito in cui io relatori illustrano le proprie idee e le proprie esperienze al pubblico di fronte a loro, questi workshop invece hanno la peculiarità fondamentale di vedere il pubblico molto partecipe e costruttivo per la creazione di idee nuove e di futuri progetti da applicare al mondo del condominio

Infatti, dopo una breve premessa in cui sono state illustrate quelle che vengono chiamate le “Regole del Gioco”, i presenti sono stati condotti e coinvolti dapprima nell’individuazione di alcune situazioni negative nell’ambito della vita in condominio, e poi nella ricerca di possibili soluzioni pratiche, funzionali e soprattutto realizzabili concretamente

Il fil rouge dell’evento è stato l’utilizzo di una Mappa Mentale online che è stata molto utile per raccogliere velocemente tutte le idee che provenivano dai partecipanti e che venivano
collocate in un ordine prestabilito all’interno della mappa stessa

Una mappa mentale è una rappresentazione a flusso libero di pensieri che si diramano da un concetto centrale. L’organizzazione visiva del diagramma incentiva il brainstorming di idee e aiuta a prendere appunti in modo efficace, a conservare le idee in modo più duraturo e a creare presentazioni di grande impatto

Vale la pena di ricordare che una mappa mentale non è il fine di un workshop creativo ma è un mezzo attraverso il quale si semplificano le operazioni di trascrizione delle idee e delle proposte
1) la ex guardiola e alloggio del custode
– vorrei utilizzare la guardiola con tenerezza
– banca del tempo volontaria gestita da condomini
– vorrei che gli ambienti fossero dedicati per intrattenere e custodire i bambini
– sala per studiare con la presenza di un genitore- sala cinema- proiettare film, documentar
i- creare dei giochi
– scambio
-mercatino delle cose usate
– dare valore alle cose usate
– laboratorio di creatività per i bambini
– presenza dei nonni
– impariamo dai tecnici della silicon valley a togliere i telefoni ai figli
– vorrei creare una giornata di convivialità
2) gli androni condominiali
– vorrei che gli androni condominiali fossero un luogo accogliente perché’ è il primo luogo che vediamo quando arriviamo e l’ultimo che vediamo quando andiamo via
– opere d’arte
– vorrei che gli androni condominiali siano accessibili per le persone disabili (corrimano, rampe)
– facilitare l’accesso alle persone con difficoltà
3) le parti comuni
– vorrei avere delle parti comuni dove incontrarsi per avere un dialogo tra le persone
– creare dei momenti in cui ogni condomino racconta qualcosa sulla propria professionalità
– creare dei teatri
– vorrei delle parti dove ritrovarsi per calmarsi senza stress
– biblioteche condominiali condivisa- creare degli orti condominial

Infatti in decine di anni di sviluppo del Metodo Creativo di “Chi vuol esser Visionario?”, Piccinato h’ a sperimentato vari sistemi che permettessero di prendere nota delle varie proposte e di gestirle per ulteriori sviluppi sia nell’ambito della manifestazione sia per un approfondimento in tempi successivi.

Molti anni fa venivano usati i classici fogli presenti durante le conferenze, i quali però evidenziavano il proprio limite perché le idee che venivano scritte non potevano essere spostate da un paragrafo all’altro e soprattutto non potevano essere ramificate con le proposte per il loro sviluppo.

In seguito nel corso degli anni sono stati adottati dei software che facilitavano questo lavoro di messa a punto e di sviluppo istantaneo; e n molte occasioni le mappe mentali sono state gestite attraverso Word e Excel perché sono due mezzi conosciuti più o meno da tutti e che sono quindi facilmente gestibili per l’aggiunta di righe, celle e paragrafi in tempo reale.

Da alcuni anni invece queste mappe mentali vengono gestite attraverso dei siti online che danno la possibilità istantanea di inserire testi, spostarli e soprattutto farne derivare una ramificazione in funzione dello sviluppo che i partecipanti vogliono dare alle idee stesse

 Infatti, contrariamente a quanto avveniva molti anni addietro grazie all’intervento del conduttore del workshop che, in base alla propria esperienza, decideva quali proposte potessero essere maggiormente appetibili per un reale sviluppo, nei casi più recenti è il pubblico stesso più o meno coscientemente a decidere quali idee potrebbero avere un’evoluzione reale e fattibile

La selezione è automatica perché, se un’idea non viene ramificata e non incontra il favore dei partecipanti, rimane un ramo secco non sviluppato

Invece, nel caso in cui una prima proposta risultasse interessante, sono i partecipanti stessi a dare vigore e a sviluppare molte ramificazioni, al punto da occupare molto spazio nella mappa mentale

Parliamo di ramificazioni, e non è un caso, perché questi workshop vengono sviluppati come se si fosse in presenza di una quercia, un albero maestoso, forse uno dei più belli e rappresentativi della meravigliosa natura offerta dal nostro Paese

La quercia per vivere e crescere ha bisogno di nutrimento e questo è fornito dalla partecipazione attiva delle persone presenti, le quali forniscono la linfa affinché le radici possano dare nutrimento creativo al tronco dell’albero

Nella prima parte del workshop vengono affrontati i vari argomenti che costituiscono i primi rami che partono dal tronco stesso, e, con il passare dei minuti, tutto il gruppo crea delle possibili soluzioni ai problemi e alle situazioni rappresentate in modo figurativo da questi rami

Ne derivano dei rami più sottili che piano piano si dividono fino a creare la classica struttura ramificata di una quercia

Ma la sostanza, cioè la parte più significativa del workshop, è costituita dalle foglie che germogliano su ogni ramificazione, che non sono altro che le proposte concrete e le soluzioni reali ai temi che sono stati assegnati all’inizio del workshop

Una quercia risulterà maestosa, interessante e gradevole da ammirare quando la chioma sarà completata attraverso la presenza di decine e decine di foglie che rappresentano le soluzioni

L’idea della quercia non è solo un’immagine romantica e figurativa ma rappresenta esattamente il modo in cui questi workshop vengono organizzati e condotti, perché il Metodo Esclusivo prevede che ogni ramificazione debba trovare almeno inizialmente l’interesse dei partecipanti presenti

Poi, come detto, sarà l’interesse stesso delle persone convenute a decidere quale ramificazione risulta più interessante e con più possibili applicazioni

Un aspetto interessante di questi workshop visionari basati sull’immagine della quercia è che, pur partendo dagli stessi temi iniziali, è possibile che le idee, i rami e soprattutto le soluzioni, cioè le foglie, siano abbastanza diverse in funzione della natura delle persone stesse

Infatti non è un caso che ai vari workshop con temi simili partecipino più volte anche le stesse persone perché ogni volta i risultati possono essere anche molti diversi da un evento all’altro; ne consegue che alcuni partecipanti butrano il desiderio di presenziare a workshop con temi simili perché non si sa mai a che risultati si possa arrivare

Gli otto temi assegnati all’inizio della manifestazione hanno suscitato l’interesse dei presenti e la loro partecipazione attiva che si è concretizzata con lo sviluppo delle ramificazioni e con idee e proposte intelligenti e di facile e possibile attuazione

Tra questi è opportuno notare l’attenzione che i presenti hanno rivolto ad alcuni temi specifici, come per esempio il tema della sicurezza in condominio, il tema dei figli, il tema delle parti comuni e in particolare dell’ascensore e della ex guardiola del custode

Quello che segue è il riepilogo delle principali ramificazioni che sono state sviluppate all’interno del workshop