A CURA DI GIANCARLO SARDINI
Gestito dai ragazzi locali, oggi diventati Guide di montagna UIAGM grazie all’impegno dei progetti umanitari voluti dall’Operazione Mato Grosso
«Salire in alto per aiutare chi sta in basso» È questo il motto scelto da Battistino Bonali e Giandomenico Ducoli, tragicamente caduti nel 1993 durante il tentativo di ripetizione della via Casarotto sul Huascarán Norte, nella Cordillera Blanca, in Perù. Ripercorrevano l’impresa solitaria compiuta da Renato Casarotto nel 1977: sedici lunghi
giorni in parete, senza possibilità di comunicare. Un’impresa che sua moglie, Goretta Traverso, ricorda ancora con affetto e commozione.
Quel motto è diventato il filo conduttore di un’epopea iniziata negli anni ’90 tra le montagne italiane e quelle peruviane, grazie all’energia di alcuni giovani mossi da una visione: l’andare in montagna non solo come sfida sportiva, ma come atto di solidarietà, educazione e carità.
Nasce così una vera rivoluzione nel modo di concepire la vetta: non più come conquista personale, ma come strumento per servire gli altri. Il salesiano don Ugo De Censi (1924–2018), fondatore dell’Operazione Mato Grosso, ha trasformato l’alpinismo in un’esperienza umana e spirituale, oltre che tecnica.
Nei rifugi gestiti dai ragazzi dell’OMG, in Italia e in Perù, si respira qualcosa di diverso. Non l’esaltazione delle prestazioni fisiche, ma la scelta di vivere la montagna come occasione per aprire gli occhi sulla povertà e sulla necessità di donarsi. È un’aria nuova, autentica, che invita a guardare oltre sé stessi.
In un mondo dove conta chi arriva primo, l’OMG ha scelto di aiutare gli ultimi. Mentre altri collezionano vie nuove o gradi da superare, questi ragazzi scalano la montagna della solidarietà.
Una storia di carità che parte da lontano L’Operazione Mato Grosso nasce nel 1967 in Val Formazza (VB), quando un gruppo di giovani, guidati da don Ugo, parte per il Brasile (Mato Grosso) con l’obiettivo di costruire una scuola a Poxoréo. Al ritorno decidono di continuare: nasce un’organizzazione autonoma, aconfessionale, fondata sul lavoro, sull’educazione e sulla carità concreta.
Oggi l’OMG è attiva in oltre 130 missioni in America Latina, con 90 comunità in Perù, 17 in Ecuador, 10 in Bolivia, 12 in Brasile e 2 negli Stati Uniti. In Italia, più di 150 gruppi giovanili raccolgono fondi lavorando nei weekend: taglio erba, raccolta ferro, mercatini dell’usato, gestione di rifugi. Ogni estate, centinaia di ragazzi partono per 6 mesi nelle missioni, offrendo gratuitamente il proprio lavoro.
Rifugi di alta quota, luoghi di crescita I rifugi OMG – in Italia e sulle Ande – non sono solo punti d’appoggio per escursionisti, ma veri presìdi di educazione e carità. Sono gestiti da ragazzi che si autotassano, lavorano gratuitamente e donano ogni moneta raccolta ai poveri. Molti di loro sono cresciuti nel gruppo, altri vi si avvicinano da adulti, colpiti dallo spirito che si respira tra queste pareti di pietra e legno.
La missione sulle Ande In Perù, l’OMG ha costruito quattro rifugi nella Cordillera Blanca Huascarán, (Pisco, Ishinca, Contrahierbas) e un bivacco (Giordano Longoni, a 5000 m), destinando i ricavi all’assistenza agli anziani, alla costruzione di case e al sostegno dell’agricoltura locale. Don Ugo ha voluto anche una scuola di guide alpine: la Escuela de Guías Don Bosco. Un sogno oggi realtà, grazie all’impegno di famiglie come quella di Giancarlo e Marina Sardini. Le Guide formate (oggi 16 guide UIAGM o di media montagna) lavorano nella valle di Huaylas, con una dignità nuova.
Il Centro Andinismo Renato Casarotto Per dare a queste guide una base stabile, l’OMG ha costruito il Centro Andinismo Renato Casarotto a Marcará (2760 m). Inaugurato nel 2009, il Centro è oggi una struttura accogliente con 10 camere, sala da pranzo, terrazza panoramica e spazi logistici. Serve come base per escursioni, spedizioni alpinistiche, trekking e attività formative.
Il Centro e i rifugi sono stati costruiti con il lavoro delle stesse Guide Don Bosco, che hanno faticato per due anni: trasportando materiali a spalla, impastando cemento a mano, costruendo tutto con dedizione e sacrificio.
Una rivoluzione silenziosa
Più di vent’anni fa, parlare di rifugi e di una scuola di guide per i figli dei campesinos era un’utopia. Oggi è una realtà che ha cambiato la vita a molte famiglie. Il villaggio costruito attorno al Centro Casarotto ospita le case delle guide, dove si sentono le voci dei bambini e si respira speranza.
Il filo d’oro
Come ricordava don Ugo in una delle sue ultime testimonianze:
«La corda che vi lega a questa avventura è fatta di fili colorati: l’azzurro del cielo, il violetto dell’umiltà, il rosso dell’amore, il bianco dei nomi scritti nella fiducia. Ma c’è un filo d’oro che non si vede, ed è il più importante: è l’anima, il desiderio di Dio, la preghiera di chi si sente piccolo. È lo sguardo verso i poveri. È l’amore».
Per approfondire:
www.trekkingandini.net
Specialisti in viaggi d’avventura e riferimento per le spedizioni nelle Ande

