ROVANIEMI: OLTRE BABBO NATALE

Rovaniemi: la città di Babbo Natale tra mito, storia e architettura

Appena atterrati all’aeroporto di Rovaniemi, nel cuore della Lapponia, si viene accolti da una renna. Non sempre è vera: a volte si tratta di una persona travestita da Rudolf, il compagno di Babbo Natale. È solo il primo segnale che qui, sul Circolo Polare Artico, tutto parla di lui.

Poco distante dall’aeroporto sorge il Villaggio di Babbo Natale, con elfi, renne, husky, negozi e ristoranti, capace di attrarre oltre 600.000 visitatori ogni anno. Intorno alla capanna costruita per la visita di Eleanor Roosevelt negli anni Cinquanta, nacque infatti un villaggio in legno in stile rurale, completo di un ufficio postale che ancora oggi riceve circa 700.000 lettere all’anno indirizzate a Santa Claus.

Negli anni ’90, il mito crebbe fino a trasformare persino una parte dei bunker nucleari, costruiti durante la Guerra Fredda per proteggere la popolazione, in un parco sotterraneo a tema natalizio. I turisti provenienti soprattutto da Cina, Israele e Regno Unito hanno contribuito a consolidare Rovaniemi come capitale mondiale del Natale.

Ma la storia della città non è solo una favola. Negli anni ’30 Rovaniemi era una tranquilla città commerciale di 6.000 abitanti. Durante la Seconda guerra mondiale, però, fu occupata dai tedeschi e divenne una base militare. Quando l’esercito tedesco si ritirò nel 1944, incendiò e distrusse la città, lasciandola in macerie e disseminata di mine che causarono la morte di centinaia di persone al loro ritorno.

A quel punto entrò in scena il grande architetto finlandese Alvar Aalto, che ridisegnò la città con una visione unica: un piano urbano a forma di testa di renna stilizzata, con strade e viali che tracciavano le corna dell’animale. Un gesto simbolico, capace di unire l’identità lappone al desiderio di rinascita dopo la devastazione.

Il risultato è che oggi Rovaniemi è un luogo di contrasti affascinanti:

  • una città segnata dalla guerra, ma rinata grazie al design e alla resilienza;
  • una capitale del Natale, ma anche un laboratorio di architettura moderna;
  • un luogo dove la natura artica – con i suoi silenzi e i suoi paesaggi immacolati – convive con la vivacità dei turisti che vengono da ogni parte del mondo.

Rovaniemi non è quindi soltanto la casa di Babbo Natale. È la testimonianza di come la storia, il mito e l’architettura possano intrecciarsi, dando vita a un’identità unica che continua ad attrarre e incantare.

Fonte: The Guardian – The dark history of Santa’s City (Peter Watts, 2018)


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